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Trenini & finanza

Rivarossi cresce con la Jouef e punta a raddoppiare il fatturato

Trenini & finanza

IL Sole 24 Ore | FINANZA E MERCATI | 16 NOVEMBRE 1995 | Stefano Carrer

MILANO – I treni italiani sorpassano quelli francesi. Non si tratta di un nuovo superpendolino che surclassi l’inarrivabile Tgv ma, più modestamente, di treni in miniatura. Il leader italiano, la Rivarossi, ha conquistato le attività della concorrente d’oltralpe Jouef dopo essersi impossessata a fine luglio di quelle della tedesca Arnold: un dinamismo che consente all’azienda di Como di posizionarsi saldamente al secondo posto in Europa dopo la Marklin e di raddoppiare in un anno il giro d’affari. «Con queste operazioni diventiamo l’unica azienda davvero europea nel settore del modellismo ferroviario – afferma l’amministratore delegato Giuseppe Cafieri -. Gli altri sono fermi alla loro realtà nazionale, mentre noi abbiamo acquisito stabilimenti di produzione in importanti mercati come la Francia e la Germania».
Curiosamente l’espansione della Rivarossi è sempre passata attraverso la crisi di società concorrenti finite sul binario morto delle procedure fallimentari; fin da quando, tre anni fa, costituì il polo italiano del modellismo con la Lima di Isola Vicentina finita in amministrazione controllata. Analogo blitz nell’estate scorsa con la tedesca Arnold, che non aveva saputo adeguarsi agli sviluppi del mercato restando concentrata sulla ‘scala N’ (i treni più piccoli), e aveva inoltre subito le conseguenze dei dissapori tra i membri della famiglia proprietaria. «Siano molto soddisfatti dell’integrazione con la Arnold, presso la quale abbiamo concentrato tutta la produzione in scala N – dice Cafieri. – L’attività era ferma da sei mesi e in due settimane abbiamo riaperto uno dei due stabilimenti, riassorbendo 75 persone rispetto ai 200 del precedente organico».     La campagna di Francia si è invece conclusa questa settimana, con una ordinanza giudiziaria che ha accolto l’offerta Rivarossi per le attività nei trenini della Jouef, prestigiosa azienda finita nei guai per travagli puramente finanziari: l’azienda italiana sborsa sei milioni di franchi e si impegna a investirne altri 25 milioni (pari a 8,2 miliardi di lire) in tre anni, ripristinando la produzione a Champagnole dal primo dicembre con 60 persone, con l’obiettivo di portare l’organico – dal 1998 – a un centinaio di addetti (l’intera Jouef ne impiegava 155). «Abbiamo già allo studio progetti innovativi per la Jouef», dice ancora Cafieri, che di fronte al tribunale commerciale di Dole ha battuto la concorrenza della rivale Up International. Ora la Rivarossi, che conta di chiudere quest’anno con un giro d’affari sui 27 miliardi (+10% sul ’94, senza consolidare Arnold), cambia fisionomia: alla fine dell’anno prossimo, secondo le stime dell’amministratore delegato, sarà una società da 70 miliardi di fatturato.    
Stefano Carrer

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